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05/03/2018

Incontri per aggiornamento del vigente Piano regolatore generale comunale 


Dopo l’assemblea cittadina del 27 febbraio 2018 sull'aggiornamento del vigente Piano regolatore generale comunale, ossia lo strumento urbanistico che regola l'attività edificatoria all'interno di un territorio comunale, con i portatori d’interesse invitati a fornire un contributo di idee alla revisione del Prg, il 5 e l’8 marzo 2018 dalle ore 10 alle ore 11:00, il presidente del Consiglio comunale Roberta Naro incontrerà i cittadini all’interno della sala-riunioni “Mancuso” del Municipio, per illustrare le direttive generali propedeutiche all’iniziativa e successivamente unitamente ai Consiglieri Comunali saranno stabilite altre giornate per incontrare i cittadini.
In questi mesi gli uffici comunali si sono messi al lavoro per aggiornare il Piano regolatore generale e individuare i punti sui quali intervenire.
Su alcuni aspetti del Prg il sindaco Giampiero Modaffari ha analizzato situazioni e problematiche a livello di oneri di urbanizzazione, opere, strutture, dichiarando: “Lo strumento urbanistico è stato elaborato nel 2003 ed approvato nel 2005. Allora, la previsione era che San Cataldo, al 31 dicembre 2017, sarebbe dovuta essere popolata da circa 25.000 abitanti, in realtà giunti a quella data, di abitanti ne abbiamo registrati quasi 23.000.
 La riduzione della popolazione va a determinare un mancato utilizzo delle aree previste come edificabili. Si sono evidenziate, inoltre, criticità relative ad alcuni programmi costruttivi su zone come Mimiani, Pizzo Carano e Gabara, che sono ancora libere in ambito di edificazione: ciò in quanto qui gli oneri concessori sono superiori al resto del città.
Erano state previste opere pubbliche, come scuole, strade, strutture per servizi: di fatto, ciò ha modificato gli importi degli oneri”.
“Uno degli obiettivi della revisione del Piano regolatore – ha continuato il primo cittadino - è intervenire per cercare di ridurre gli importi degli oneri di urbanizzazione. Analizziamo il centro storico, che conta due piani particolareggiati di recupero. Vi sono oneri di valutazione della consistenza degli immobili e per gli interventi da eseguire, tra cui la ristrutturazione edilizia senza possibilità di modifica del livello dei solai. Una cosa che ha influito sulla volontà dei cittadini di intervenire in centro storico. Dunque, bisogna revisionare il piano particolareggiato di recupero per una migliore appetibilità del centro storico.
Non solo, bisogna intervenire anche sulle numerose opere pubbliche, circa 50-60, inizialmente previste su aree che per questo sono state vincolare per tanto tempo. Serve fare una cernita delle opere veramente utili alla collettività, nel rispetto dei parametri urbanistici.
Inoltre, abbiamo riscontrato diverse anomalie che riguardano le cosiddette zone di espansione (Babaurra, Sartania, Pizzo Carano e altre), che non sono state assolutamente edificate e che bisogna rendere più appetibili”.
Il Sindaco Modaffari ha così concluso: “Noi abbiamo un piano. Sarà necessario intervenire sulle norme tecniche di attuazione e sul Regolamento edilizio comunale. Il contributo richiesto al cittadino è quello di fornire idee che possano essere prese in considerazione dal Consiglio comunale”.

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